Torta margherita di Pandino

Torta margherita di Pandino.

Ideata e realizzata dallo Chef Matteo Seveso, docente presso l’Istituto Alberghiero Collegio Ballerini di Seregno.

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Quando lo Chef  ci ha inviato la foto di questa ricetta, è stata nostra premura domandare qualche piccolo dettaglio sulla nascita di tale dolcezza, ai fini della stesura di un degno articolo in suo onore. Non ci aspettavamo però, una storia così bella che tanto ci ha lusingato. Lo Chef racconta che la cittadina di Pandino, in provincia di Cremona, che vanta circa 9.000 abitanti, non aveva ancora una degna torta che la qualificasse. Per questo si è pensato di studiarne una e darle il nome di Margherita, come il patrono della cittadina. E così da oggi anche Pandino ha la sua torta caratteristica, che vanta, tra i suoi ingredienti, la nostra farina di riso venere macinato a pietra. Siamo così orgogliosi di presentarvela e donarvi la ricetta dello Chef.

Ingredienti:

  • 3uova
  • 200gr farina 00
  • 50gr farina di riso venere macinata a pietra
  • 250gr di zucchero
  • 30gr di acqua
  • 20gr di olio evo
  • 1bustina di lievito vanigliato

Metodo:

  • Montare le uova con lo zucchero fino al triplo del volume
  • Unire le farine, i liquidi ed il lievito
  • Mettere in una teglia imburrata ed infarinata
  • Cuocere a 170° per 40′

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Note dello Chef: Questa è una torta base alla quale possono essere effettuate numerose varianti: dal cioccolato a scaglie, i canditi oppure la frutta secca.

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4 pensieri su “Torta margherita di Pandino

  1. Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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    • Assolutamente.. fortunatamente essendo agricoltori cresciuti in campagna certi valori diluitisi nel tempo noi li riteniamo ancora importanti, infatti qualcuno fa notare l’essenzialità dei comportamenti “contadini” ma il nostro punto di vista è solido e irremovibile anche perché riceve conferme quotidiane.. Grazie del pensiero Emiliano Artusi.

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  2. Sì è proprio vero..
    Noi cerchiamo sempre di dare il giusto valore alle cose, a ciò che portiamo in tavola ed anche se non è sempre domenica desideriamo ricordare quanto sono buoni i sapori genuini e naturali, come quelli di un tempo, quando c’era poco. E proprio perchè oggi c’è più abbondanza possiamo permetterci di scegliere il meglio e con il nostro duro lavoro stiamo facendo il possibile per garantire qualità e genuinità a chi ci sceglie.
    Grazie per il tuo ricordo…

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